Lockdown: nessun baby boom! Le nascite crollano

La pandemia, oltre ad aver causato danni ingenti a livello sanitario ed economico, ha lasciato degli strascichi anche a livello demografico. Conseguenze importanti che ben presto si faranno sentire a livello nazionale. Il 2020 infatti ha subito un brusco freno alla natalità.

Nessun baby boom

  • ​Si pensava che il lockdown potesse dare dei buoni frutti almeno per quanto concerne nuove ipotetiche nascite ma invece, non è stato affatto così. Una ricerca condotta in tre città del Nord - Milano, Torino e Genova - dichiara infatti che la percentuale delle culle vuote è arrivata al -55%. Un numero tutt'altro che positivo e confortante.

    Con l'avvento del lockdown si era pensato: la chiusura forzata presso le quattro mura domestiche spingerà le giovani coppie a progettare di allargare la famiglia. Il tempo per stare assieme certo non mancava e la vita non era più frenetica e presa da mille impegni.

    In sostanza però, non è andata affatto così! Durante le pandemie - analizzando anche i dati della storia (l'epidemia spagnola in primis, considerata la più grave pandemia della storia moderna) - la percentuale di nuove gravidanze e di nuove nascite è drasticamente scesa a picco.

Fattori che influiscono sul volere o meno una gravidanza durante la pandemia

  • In realtà, i fattori che influenzano la scelta di avere o meno un figlio in momenti storici così delicati, sono svariati.

    I motivi riconducibili a questo triste calo delle nascite durante la pandemia, possono essere:

    • forte momento d'ansia;
    • disagio psicologico;
    • frustrazione e noia;

    Si tratta di condizioni esistenziali che non influiscono solamente sulla vita sociale e sullo stato psicofisico di una persona, ma anche sul desiderio sessuale. 

    Un altro spunto potrebbe essere legato alle visite di infertilità delle coppie. Durante la pandemia tutte le visite e percorsi medici considerati "non urgenti" sono stati rimandati per cui, molte coppie bisognose di un consulto medico hanno, per forza di cose, dovuto rimandare un primo colloquio con il proprio dottore. Anche questo potrebbe aver confluito nella diminuzione delle nascite.

    La diminuzione dell'intimità va tenuta in conto: se una coppia deve affrontare maggior impegni a livello lavorativo senza più un aiuto esterno, non riesce di conseguenza a trovare tempo per ricavarsi uno spazio per la propria sessualità.

I problemi economici e finanziari

  • ​Non dimentichiamoci poi di un altro gravissimo problema, ovvero l'aumento della disoccupazione o i vari problemi economici che hanno toccato una percentuale altissima di famiglie italiane. Affrontare un periodo particolarmente lungo di incertezza economica, non sapere se il proprio lavoro è al sicuro o meno, sono tutti fattori che contribuiscono negativamente quando si parla di voler allargare una famiglia.

    Molte coppie che avevano in programma un matrimonio o una convivenza e hanno dovuto rimandare. Dunque, di conseguenza, anche il concepimento di una nuova vita è stato momentaneamente annullato.

    Molte figure professionali hanno, di contro, lavorato intensamente durante i mesi di pandemia sostenendo orari assurdi, pensiamo ad esempio a tutte le persone che lavorano negli ospedali, nelle case di riposo, nei supermercati etc...

    In sintesi il crollo delle nascite è stato "importante" e può essere riferito a una situazione di maggiore stress e a condizioni economiche ancora più incerte e precarie. Tutti elementi che hanno minato la serenità delle famiglie italiane. 


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Data ultimo aggiornamento: 2021-05-18
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